Comune di Sesto al Reghena

Il Palazzo del Comune

LA STORIA

Il Palazzo del Comune, già Residenza Abbaziale, si erge sul lato est di Piazza Castello e forma un prospetto continuo con la loggetta a due piani e con il portico di accesso al vestibolo della Chiesa di Santa Maria.
E’ stato probabilmente costruito tra la fine del 1100 e gli inizi del  1200—anche se le fonti parlano di almeno tre palacia — in quella fase storica nella quale l’Abate, come dominus del luogo, abbandona la vita comune con i monaci e si apparta in un edificio autonomo, ma ubicato in prossimità degli accessi al monastero.
L’aspetto che oggi possiamo nuovamente apprezzare gli venne definitivamente conferito nel XVII secolo a conclusione del processo di ristrutturazione dell’antica dimora dell’abate che, come detto,  era articolata in più edifici tra loro comunicanti.
Il risultato fu la costruzione di un edificio compatto che ricorda una villa veneta; a questo proposito va menzionata la suggestiva ipotesi di Italo Furlan, ricordata dal Bergamini, che vuole che l’edificio sia stato commissionato dall’Abate Grimani addirittura al grande Andrea Palladio.

Nel 1873 l’avvocato Stefano Bia, erede dei marchesi Bia, alienò il Palazzo al Comune, cui serviva l’edificio per farne il Municipio.

 


L’ARTE

LA FACCIATA E GLI STEMMI


Ai lati delle due file sovrapposte di finestre, che alleggeriscono l’ampio rettangolo della facciata, completamente restaurata, spiccano quattro stemmi fatti eseguire tra il XVII ed il XVIII secolo dagli abati commendatari .
Da sinistra in alto gli stemmi sono quelli di G.A. Badoer (1707-1714) C.P. di Savoia Carpi (1654-1689) G. Colonna di Sciarra (1736-1764) e  G. Corner (1763-1789).
Ad essi va aggiunto lo stemma cinquecentesco dell’abate Grimani, i cui frammenti sono visibili sull’estremo lato sinistro della facciata.

GLI AFFRESCHI ALL’INTERNO


La facciata originaria dell’edificio si allineava con quella del vestibolo della chiesa. Ne sono testimoni i lacerti di affreschi posti al primo piano, risalenti alla fine del XIII secolo,  che rappresentano un arciere, due figure, una maschile ed una femminile, ed infine due misteriose figure con teste di animali.