Mostra personale di Enzo Marsi

Salone Abbaziale, 26 giugno-11 luglio 2010

Foto di Marco Feruglio - Artproget

Manifesto_Neosuprematismo (34 kB)

Manifesto
del
NEOSUPREMATISMO


Una prolungata rivisitazione del SUPREMATISMO mi ha portato ad una svolta decisiva che, pur non rinnegando nulla del passato, si propone come sintesi personale ed epocale, come messaggio di sofferta speranza alle inquietudini dell’uomo contemporaneo.
All’arte mimetico - figurativa, imitazione della superficie visibile delle cose, il SUPREMATISMO aveva opposto una antitesi oggettiva, in sé dolente e lacera come ogni antitesi, ancora intrisa di nostalgia primitivistica.
Avverto oggi il bisogno di una sintesi riappacificata di passato e presente, nella consapevole illusione di un divenire che, con moto circolare, superi e rinnovi i basilari valori che l’Umanità e della Cristianità, al di là delle semplicistiche ed abusate negazioni filosofiche, artistiche e letterarie.
Chiamo NEOSUPREMATISMO l’espressione artistica di superamento della nostalgia con la consapevole volontà del mantenimento de valori, che dialetticamente si ripropongono rinnovati nello slancio circolare del divenire.
Chiamo NEOSUPREMATISMO non la fiducia ingenua nei valori tradizionali, né la loro negazione, ma la speranza di valori “forti”, sorti da una primitività rivissuta, nell’intuizione di una eterna sostanza al di là delle contingenti accidentalità.
Chiamo NEOSUPREMATISMO il mantenimento di simboli suprematisti  con una accentuazione della circolarità, unita ad elementi di spiritualità mistica, in una magica trasfigurazione astratta.
Chiamo NEOSUPREMATISMO l’unione di intuizione artistica e di consapevolezza storico- filosofica che originino, in un magico incontro, quell’ebbrezza creativa che Nietzsche individua nelle eccezionali unioni di apollineo e dionisiaco.
La circolarità diventa elemento denominatore, simbolo magico – dinamico della civiltà contemporanea, dell’energia universale, del divenire cosmico.
La ruota del divenire rinnova di significati e di valori l’ineliminabili pesantezza della materia, carattere peculiare di ogni forma di contingenza, in un succedersi di circoli dinamicamente aperti al rinnovamento, in uno slancio infinito verso l’infinito.
Il recinto aperto è simbolo dell’eterno fluire del passato nel presente, in cui radici e valori sopravvivono al tentativo di venire eliminati e gioiosamente, ironicamente, rispuntano a dare un senso alla vita, al di là del pesante vuoto con cui il presente materialmente si impone.
Il piccolo quadrato verde è il simbolo di intuizione consapevole della sua potenza creatrice, è speranza di vita e di rinnovamento.
Il richiamo alla cristianità  deve esser inteso come riaffermazione della dignità dell’uomo, quale valore fondante l’esistenza umana, come inviti a riemergere della reificazione.
Chiamo NEOSUPREMATISMO l’espressione artistica di questa consapevole illusione di redenzione, al di là delle molte pretese “verità”.

Enzo Marsi
Trieste,26 agosto 2008

Foto di Marco Feruglio - Artproget