| Progetto "Le vie dell'Abbazia" 
Le vie dell'Abbazia è un progetto che il Comune, con il contributo economico della Regione Autonoma, ha sviluppato per valorizzare Sesto al Reghena dal punto di vista turistico e commerciale. www.viedellabbazia-sesto.it Per conoscere le azioni che sono in via di realizzazione, è stata organizzata una presentazione al pubblico che vede coinvolti gli amministratori comunali e gli attuatori del progetto. Interventi di : Ivo Chiarot, Sindaco di Sesto al Reghena Marcello Del Zotto, Vice Sindaco , Assessore alla cultura ed al turismo Alessandro D’Abrosca, Assessore alle attività produttive Diego Simonetti, Direttore Primimpresa CAT srl, Attuatore del progetto Arch. Giuseppe Giovarruscio, coordinatore del progetto Mario Passon, Centro studi e statistica, Camera di commercio di Udine Sonia Falcomer, studio comunicarti, consulente per il marketing territoriale Valeria Schenato, ModuSport, Sesto al Reghena Tiziana Moroni, Associazione Le mete
LA FOTOSTORIA DELLA PRESENTAZIONE 




















I DISCORSI DELLE AUTORITA' 
Ivo Chiarot, Sindaco Signore e Signori, porgo a tutti voi il benvenuto dell’Amministrazione Comunale di Sesto al Reghena alla presentazione del progetto di valorizzazione turistica e commerciale che abbiamo chiamato Le vie dell’Abbazia, e che stiamo sviluppando in collaborazione con un team di attuatori, la cui professionalità ed esperienza sono sicura garanzia di qualità rispetto alle molte ed interessanti azioni nelle quali l’iniziativa si articola. Quando abbiamo assunto la responsabilità di amministrare la storica comunità civica di Sesto al Reghena, abbiamo immediatamente capito l’importanza di compiere ogni sforzo per valorizzarla dal punto di vista turistico e commerciale: l’occasione per agire è venuta quasi subito, quando nell’agosto del 2009 la Regione ha emanato il bando che ci ha consentito di presentare il progetto che oggi sveliamo al pubblico e che, quindi, ci sta impegnando a livello ideativo ed concettuale, prima, ed operativo, poi, da quasi un anno e mezzo. In questo lungo periodo gli uffici hanno lavorato alla messa a punto delle linee guida e delle singole azioni, nonché al coordinamento con tutti gli attuatori, ed in particolare, con Primimpresa di Pordenone, che ha assunto la regìa del progetto. Ad essa, nella persona del direttore Diego Simonetti, vanno, fin da subito, il mio personale ringraziamento, ma anche i complimenti per la qualità del lavoro che ho avuto modo di vedere in anteprima ed apprezzare. Non voglio certo anticipare il contenuto degli interventi di chi mi seguirà, ma non posso non sottolineare quanto questo progetto rappresenti un salto di qualità nelle iniziative che l’Amministrazione Comunale sta realizzando in materia di valorizzazione turistica e commerciale a favore di tutto il territorio. Non più singole azioni isolate, per quanto di assoluto valore e di grande successo, ma una vera e propria strategia di rilancio e sviluppo, tanto più importante quanto si consideri che siamo in un momento di profonda crisi economica: ma è proprio nel momento della difficoltà che si misura il coraggio di determinate scelte, che vogliono guardare lontano, traendo forza da millenni di storia che ci circondano, dalla grande eredità del passato che noi vogliamo trasmettere, accresciuta, alle prossime generazioni. Dal lavoro svolto, e che oggi presentiamo, mi pare si delineino molti aspetti inediti ed inaspettati, che danno al progetto un valore aggiunto veramente rilevante. Si tratta anzitutto di un progetto che guarda il territorio ed al territorio. Citando un grande urbanista, “Il territorio è un’opera d’arte: forse la più alta, la più corale che l’umanità abbia espresso. A differenza di molte opere artistiche o tecniche che sono prodotte dall’uomo plasmando materia inanimata, il territorio è prodotto attraverso un dialogo, una relazione tra entità viventi, l’uomo stesso e la natura, nel tempo lungo della storia. Il territorio è un’opera corale, che cresce nel tempo”. In questa riflessione si inserisce perfettamente il progetto Le vie dell’Abbazia, che ha anche degli elementi di valorizzazione urbanistica ed architettonica, che ci inducono a riflettere, più in generale, al nostro rapporto con l’ambiente ed il paesaggio, ma anche alla vivibilità dei luoghi, alla sostenibilità dei modelli di sviluppo, alla qualità della vita, alla centralità dei luoghi rispetto a tale qualità, anche dal punto di vista delle relazioni sociali. Si tratta quindi di un progetto ambizioso, che parte da Sesto al Reghena ma che guarda anche ai territori vicini, senza fermarsi ai confini determinati dal campanile o dai limiti amministrativi: la fortuna del Sanvitese e del Portogruarese è quella di conservare autentiche perle di storia ed arte, che possono e debbono costituire una risorsa per il tessuto economico e commerciale e per tutte le comunità. Per questo motivo abbiamo esteso l’invito a tutti i sindaci dei comuni vicini, convinti che la concertazione e la collaborazione siano le carte vincenti da giocare sul tavolo dello sviluppo, della competitività territoriale e del benessere di tutte le nostre comunità locali. Nel concludere, rinnovo anzitutto i miei più sentiti ringraziamenti agli attuatori, per la qualità del lavoro che stanno svolgendo, ed alla Regione, qui rappresentata dal Consigliere Regionale Daniele Gerolin, per l’importante contributo che ha voluto concedere all’iniziativa. Auguro quindi al progetto Le vie dell’Abbazia di centrare tutti i suoi ambiziosi obiettivi e di contribuire a far compiere a tutti i territori sui quali si proietta un nuovo decisivo salto di qualità verso il rilancio turistico e commerciale di Sesto al Reghena, del mandamento del sanvitese e del vicino veneto orientale. Ivo Chiarot 
Marcello Del Zotto, Vice Sindaco, Assessore alla cultura ed allo sviluppo turistico Signore e Signori, mi unisco al benvenuto del Sindaco a tutti i presenti ed al ringraziamento per aver voluto prendere parte alla cerimonia di presentazione di questo progetto, che per noi rappresenta un’occasione veramente importante non solo per riflettere sull’importanza della valorizzazione turistica di Sesto al Reghena, ma anche per agire concretamente, attraverso iniziative che sono state concepite per portare un vantaggio reale e misurabile al tessuto economico locale, e, in ultima analisi, a tutta la comunità civica. In qualità di assessore alla cultura ed allo sviluppo turistico, ho ricevuto da chi mi ha preceduto in questo ruolo nelle passate amministrazioni una importante eredità, in termini di ricerche e pubblicazioni storico - artistiche, di manifestazioni ed eventi: la stessa idea di chiamare il progetto Le vie dell’Abbazia è nata da una fortunata iniziativa di qualche anno fa, che molti di voi ricorderanno, e che si intitolava La via delle Abbazie. Se quel progetto mirava a valorizzare Sesto al Reghena all’interno di un percorso ragionato tra le tre abbazie storiche del Friuli Venezia Giulia, unendo Santa Maria alle consorelle di Rosazzo e Moggio Udinese, l’iniziativa che oggi presentiamo si concentra sulle bellezze e le risorse storiche, artistiche ed ambientali della nostra comunità. Non si tratta - si badi - di un arretramento di tipo localistico rispetto al progetto di respiro regionale che ho appena ricordato, ma della volontà e dell’orgoglio di far risaltare le risorse del nostro territorio, letto - comunque - all’interno di una rete di tesori storici ed artistici di cui tutto il sanvitese ed il portogruarese sono ricchi. Penso infatti a Portogruaro, a Cordovado, alla stessa San Vito, a Valvasone, che sta realizzando un’iniziativa analoga, per arrivare fino a Spilimbergo, lungo il corso del Tagliamento attraverso le città murate. Ecco quindi che si delinea il senso e l’articolazione del progetto de Le vie dell’Abbazia: il mandato che abbiamo dato agli uffici ed agli attuatori è stato quello di sviluppare degli itinerari all’interno ed all’esterno del territorio che sono proprio le vie lungo le quali il turista, amante della storia e della cultura può provare un’esperienza nuova, all’interno di comunità ancora autentiche, portatrici del valore del rispetto del proprio passato e del proprio ambiente naturale. Nel scegliere il marchio che distingue il progetto, abbiamo voluto sottolineare l’importanza che la Storia, con la S maiuscola, ha nel modo con il quale il turista percepisce e si rappresenta Sesto al Reghena. A tale proposito val la pena ricordare che all’interno di questo piccolo universo compendiato che è il Friuli, un ruolo di primo piano l’hanno rivestito le istituzioni religiose – e le abbazie in particolare - che hanno tenuta accesa la fiaccola della cultura e della civiltà lungo tutto il cammino dell’uomo nella Storia. L’abbazia di Santa Maria di Sesto, fondata nell’VIII secolo ed immediatamente dotata di beni e di prestigio a seguito dell’atto di donazione dei fratelli longobardi Erfo, Marco ed Anto, figli di Piltrude, costituisce per gli abitanti della Provincia di Pordenone, ma anche – grazie ad una più che ventennale opera di recupero e valorizzazione, culminata nel Grande Giubileo del 2000 – per tutta la comunità regionale e, in generale, per tutti gli uomini di buona volontà, un punto di riferimento e di orgoglio. Questo non solo e non tanto per gli straordinari tesori artistici che custodisce, ma soprattutto per il ruolo di giacimento culturale che ha acquisito negli anni e che ne fanno uno dei motori della cultura regionale. Mi piace però sottolineare la scelta di orientare il progetto anche ai dintorni dell’abbazia, in modo da consentire al turista di provare un’esperienza “a tutto sesto”, conoscendo gli angoli anche meno noti, ma non per questo meno suggestivi, del territorio e delle specialità e tipicità che è in grado di esprimere. Senza anticipare quanto vi verrà illustrato nei successivi interventi, posso dirvi che sono convinto che l’obiettivo è stato centrato, dato che si stanno sviluppando degli itinerari tematici estremamente interessanti e nuovi, che cercano di guardare Sesto al Reghena con nuovi occhi, facendo tesoro dei progetti che in passato le Amministrazioni e le associazioni culturali del territorio hanno realizzato, per mettere a fuoco e valorizzare quegli elementi di identità e di valori condivisi che rendono Sesto al Reghena un unicum in Provincia ed in Regione e che debbono suscitare nel turista più avvertito l’esigenza di percorrere con curiosità le nuove vie dell’Abbazia che oggi vi stiamo presentando. Marcello Del Zotto 
Daniele Gerolin Consigliere Capogruppo di maggioranza Consigliere Regionale del Friuli Venezia Giulia Signore e signori, mi fa particolarmente piacere portarvi il saluto del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia che mi onoro di rappresentare, nel corso di questa bella cerimonia di presentazione del progetto Le vie dell’Abbazia. I motivi del mio compiacimento sono tanti: tuttavia almeno due di essi meritano qualche riflessione. Il primo è che questo progetto nasce dalla messa a disposizione di specifici fondi da parte della Regione, che ha deciso di premiare anche l’idea che il Comune di Sesto ha messo in campo: me ne compiaccio, così come mi complimento con gli altri comuni della provincia di Pordenone che hanno partecipato al bando, ed in particolare al Comune di Valvasone, che ha ottenuto un ragguardevole contributo. Il secondo motivo di soddisfazione riguarda la circostanza che vuole che, in tanti anni, sia la prima volta che l’amministrazione comunale sviluppa un tale tipo di progetto, che è stato concepito per valorizzare la collaborazione tra l’ente locale ed il tessuto economico e produttivo di Sesto al Reghena, in una particolare situazione di crisi economica che pretende sforzi ancora maggiori da parte di tutti per uscirne. Di questo mi complimento con il Sindaco e tutta la Giunta, ed in particolari con gli assessori Del Zotto e D’Abrosca, che hanno dato nuova energia alla politica turistica e commerciale del comune. Concludo questo mio brevissimo indirizzo di saluto invitando tutte le realtà commerciali del Comune a farsi parte attiva di questo progetto, perché è assolutamente vero che l’unione tra di voi e tra voi e il comune fa la forza di presentarsi in modo coerente e vincente su tutti i mercati sui quali Sesto al Reghena ambisce ad avere un ruolo di primo piano. Daniele Gerolin

Alessandro D’Abrosca, Assessore al Commercio ed all’Istruzione Signore e Signori, rinnovo a tutti voi il ringraziamento per aver voluto essere presenti qui oggi per conoscere il contenuto e gli obiettivi del progetto Le vie dell’Abbazia. Dai discorsi e dalle riflessioni di chi mi ha preceduto avrete già colto la complessità dell’operazione che l’Amministrazione Comunale ha deciso di realizzare, dando vita a questo progetto, in un campo, come quello dello sviluppo turistico e commerciale, nel quale gli effetti della crisi economica stanno ancora facendo sentire tutto il loro peso. In via di premessa, va detto che il ruolo dell’assessore al commercio, nelle comunità delle dimensioni di Sesto al Reghena, è tutto da costruire, dato che il numero di attività commerciali è tale da rendere complesso sviluppare una vera e propria strategia di interventi e di azioni: pur tuttavia, la particolare articolazione del nostro territorio, la sua estensione territoriale, la storia delle tante comunità che lo compongono, unitamente agli effetti della crisi, ci hanno imposto, fin dalle elezioni del 2009, di tentare di cambiare marcia rispetto al passato. Abbiamo iniziato dando ascolto alle istanze di tutti gli operatori, alla ricerca degli elementi distintivi e qualificanti che potessero consentire una vera e propria svolta. Abbiamo quindi incontrato tutte le categorie economiche, attraverso riunioni organizzate nelle tre realtà maggiori, e ne abbiamo tratto suggerimenti importanti, quali quello di spostare il mercato settimanale di Bagnarola, con vantaggi reali e concreti per operatori e per la comunità locale. E proprio in questo processo di confronto e concertazione si inserisce il progetto de Le vie dell’Abbazia, che noi concepiamo anche come restituzione, ad un territorio ed a categorie economiche che ci hanno dato importanti suggerimenti e proposte, di una strategia di intervento di medio-lungo termine, che unisce il turismo e il commercio, in una sinergia che non li vede contrapposti, ma uniti verso l’obiettivo di dare nuovo impulso allo sviluppo economico locale. Mi preme sottolineare un aspetto della attuale evoluzione del commercio. La situazione si sta polarizzando: da un lato ci sono i piccoli esercizi di vicinato, vitali per alcune categorie di cittadini che non possono spostarsi in autonomia, ma che fanno sempre più fatica a sopravvivere; dall’altro i grandi centri commerciali, perennemente affollati, anche se, in gran parte dei casi, anonimi, quasi surreali Parlando di questi ultimi, colpisce la scelta, quasi beffarda, di costruirli ad imitazione di un centro storico: il riferimento va evidentemente a certi outlets, dove tutto è verosimile, ma niente è autentico. La riflessione, allora, viene spontanea: ma se la gente si accontenta dell’imitazione, perché non tentare di proporle un vero “centro commerciale naturale”, come Sesto al Reghena ed i borghi storici possono essere? Qui si chiude il cerchio, qui sta la sfida del progetto Le vie dell’Abbazia: rilanciare il centro urbano con iniziative di eccellenza, con elementi architettonici e funzionali distintivi, con l’idea che si sta in un posto che non è solo un fondale, ma è una comunità viva e vitale, dove non si fa solo la spesa ma si vive un’esperienza. In questa direzione abbiamo chiesto che si sviluppassero le azioni del progetto: non per contrapporre il turista al residente, ma per lavorare a vantaggio di entrambi, con un metodo concertato con il tessuto economico locale. Per questo ci saranno dei momenti di confronto strutturato con gli operatori, gestiti attraverso schede di rilevazione e questionari; per questo immaginiamo anche dei percorsi di formazione loro riservati; per questo ci sarà una vetrina delle eccellenze del territorio che intende vitalizzare anche un angolo del centro storico, l’area Burovich, che merita di diventare uno dei fulcri del centro commerciale naturale di Sesto al Reghena. Per concludere, mi preme rivendicare con orgoglio la circostanza che l’amministrazione comunale ha voluto andare controcorrente: in un momento di particolare difficoltà economica, ha voluto essere – come si dice – anticiclica - ha creduto nel progetto per dare una svolta alle cose. In questo abbiamo veramente bisogno della massima collaborazione del tessuto economico locale, che in questi mesi cui ha già dato ampia prova di possedere idee, passione e volontà di superare la crisi per uscirne ancora più forti. Ci rendiamo conto che non tutto può risolversi attraverso iniziative come queste, ma, secondo noi, ci sono tutte le premesse per un progetto locale di ampio respiro, che vada, lungo le vie dell’Abbazia, verso la coscienza di un luogo come Sesto al Reghena, che merita tutti i nostri sforzi per essere non solo conservato ma anche reso il più possibile vivo ed autentico, anche dal punto di vista commerciale e produttivo. Alessandro D’Abrosca
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