29 novembre 2004
I risultati della ricerca sociale sui giovani

Dopo più di un anno di intenso lavoro lunedì 30 novembre vengono presentati dinanzi al Consiglio Comunale  di Sesto al Reghena i primi risultati della ricerca sociale “Davanti allo specchio: chi siamo, dove andiamo” condotta tra gli adolescenti della cittadina dell’abbazia e le loro famiglie. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di conoscere lo stato di benessere del mondo adolescenziale, adottando un metodo “partecipato”, coinvolgendo cioè non solo tutti i ragazzi del comune di Sesto  compresi tra i 12 e i 18 anni, ma anche gli  adulti di riferimento – famiglie, insegnanti, allenatori sportivi, parroci, per citarne solo alcuni – per tentare di elaborare delle risposte possibili da dare ai bisogni espressi dai giovani. “Per dare un’idea del lavoro svolto – sottolineano soddisfatti gli assessori Cassin e Chiarot, che hanno seguito costantemente l’evolversi dell’iniziativa - basti dire che sono stati contattati 335 giovani di ben 274 famiglie; sono stati raccolti 570 questionari, il che vuol dire che la ricerca ha toccato circa il 10% dell’intera popolazione del comune, evento questo che la qualifica in modo particolare”. “Un aspetto da sottolineare è che non abbiamo utilizzato questionari preconfezionati; le domande sono state concordate da un tavolo di esperti e di rappresentanti del territorio che hanno messo a disposizione la loro conoscenza dei giovani di Sesto e del Mandamento per un migliore riuscita dell’indagine”. Le domande hanno riguardato il benessere, l’amicizia ed il tempo libero,  l’idea ed il ruolo della famiglia, la fede, i consumi di sostanze, le progettualità per il futuro. Quanto ai risultati, “rigorosamente anonimi – perché a noi interessa capire e non giudicare – sottolineano gli assessori -  attraverso lo specchio della ricerca è uscita l’immagine non solo dei nostri ragazzi, ma quella di tutta la comunità; ora il nostro compito è discutere tutti insieme le iniziative conseguenti, in un consiglio comunale che ci auguriamo sia affollato e partecipe”.
Il quadro dei risultati disegna un mondo giovanile nel quale i ragazzi credono nel valore dell’amicizia e dell’avere la “compagnia”, e con gli amici trascorrono la maggior parte del tempo libero, a casa oppure in luoghi di ritrovo non istituzionali: i preferiti sono la strade e le piazze, i bar e le pizzerie, i campetti sportivi e le palestre. Assai significativo è il fatto che quasi il 30% del campione tra i 12 ed i 18 anni si ritrovi abitualmente soprattutto fuori dal comune di Sesto, a testimonianza di una estrema mobilità. Dai questionari emerge anche un quadro di ragazzi che conoscono e parlano, tra loro e con i genitori, dei problemi legati all’uso di sostanze; padri e madri, dal canto loro, considerano il bere ed il fumare i primi comportamenti da proibire. Dalla ricerca esce poi un modello educativo nel quale la madre intrattiene prevalentemente  i rapporti con gli insegnanti, mentre il padre partecipa di più alle attività sportive. Dalle riunioni, con gli adulti, infine, esce l’idea di doversi confrontare di più per mettere in rete tutte le conoscenze sui giovani di Sesto.
“Questa iniziativa –  conclude l’assessore Cassin – è a disposizione di tutto il mandamento, visto che uno dei principali risultati della ricerca è stato scoprire come i nostri giovani tendano a vivere il territorio con estrema mobilità, al di là delle singole iniziative istituzionali: si inserisce nel processo che sta portando al piano di zona dei servizi alla persona del sanvitese, il primo in regione”.