18 febbraio 2005
Luigi Papaiz, l'imprenditore mecenate

L'industriale che in Brasile aveva fondato un impero ha sempre avuto nel cuore il suo paese natio al quale ha donato un auditorium

"Pronunciarci spassionatamente sul passato dell'industriale Luigi Papaiz (1924-2003) ci pare prematuro perché è ancora molto avvertita la sua presenza tra noi. Però, è impossibile ricordarlo ad un solo anno di distanza dalla scomparsa senza parlare di lavoro, generosità e famiglia. Ora il nostro obiettivo è quello di accennare in modo semplice e onesto proprio com'era lui, cioè l'imprenditore dall'energia prorompente (che noi condividevamo), l'uomo di fede, preoccupato dei problemi sociali, il suo amore per l'Italia (da cui proveniva), la gratitudine dimostrata verso la seconda patria, il Brasile, dove sono nati i suoi figli e dove ha realizzato il sogno di produrre, sviluppare e trasformare la materia prima. Adesso, per la verità, la nostra tristezza e il nostro rimpianto sono immensi, ma vengono espressi in maniera contenuta, così come ci aveva insegnato lui. Rendiamo, nondimeno, omaggio al marito, al padre, al nonno, al cittadino serio che ci ha suggerito l'importanza di gettare ovunque il seme della speranza, della compattezza e della continuità. Momenti difficili non mancheranno. Tuttavia, in questi momenti amiamo riportare la frase pungolatrice ch'egli ripeteva sovente tra i suoi dipendenti: Andiamo, andiamo, forza!"
Così la famiglia ricorda, in una pubblicazione, l'uomo e il grande imprenditore sestense Luigi Papaiz, giunto a Santos nel lontano 9 maggio 1952, dove ha fondato il gruppo omonimo che domina il settore di lucchetti e serrature in Brasile.I primi anni in Sud America furono molto difficili per "Gigi" (così voleva essere chiamato). Ma, nonostante le difficoltà, la sua filosofia fu sempre di indirizzare risorse e investimenti in macchinari e attrezzature di ultima generazione, assieme a una valorizzazione e promozione costante dell'elemento umano. Ora, per decisione della famiglia, il grande impero industriale che presiedeva, non ha un nuovo presidente. Funziona con tre vice-presidenti, che sono la figlia Sandra, il figlio Paolo e il loro cognato Ricardo de Mello Franco, marito dell'altra figlia di "Gigi", Roberta.Papaiz, oltre ad essere stato un geniale imprenditore, si è particolarmente distinto anche per la straordinaria dedizione alla comunità, in particolare a quella del "paese natio" di Sesto , cui ha donato tra l'altro, nel 1993, uno splendido auditorium titolato a Don Bosco.«Ora il nostro impegno - dice Maria Luisa Papaiz Refinetti uno dei sette nipoti di "Gigi" e nuova collaboratrice del Gruppo - e di continuare a portare avanti nel lavoro le idee del nonno con perseveranza e serietà».L'opuscolo della famiglia su Luigi Papaiz chiude, nell'ultima di copertina, con una sua celebre affermazione: "O passado nos ensina que è importante continuarmos humildes e fiéis ao trabalho" (Il passato c'insegna che è importante continuare a lavorare con umiltà e fedeltà).