14 marzo 2005
Venchiaredo: piano anticrisi

Piano di investimenti per cinque milioni. Primi risultati dell'accordo sindacale sulla flessibilità oraria taglia-costi. Dal Gazzettino del 12 marzo 2005.

Il caseificio cooperativo proporrà all'assemblea dei soci un progetto che prevede l'ingresso di partner
 
Una ristrutturazione aziendale che preveda il mantenimento dell'attuale società cooperativa del Caseificio Venchiaredo, ma che punti anche alla creazione di una seconda società attraverso l'ingresso di nuovi partner in grado di rilanciare lo storico caseificio di Ramuscello di Sesto al Reghena. Nel contempo è previsto il proseguimento della ricapitalizzazione da parte dei soci, già partito e giunto a una cifra leggermente superiore agli 800 mila euro. La salvezza della società cooperativa dell'agroalimentare (si tratta del caseificio più importante della provincia di Pordenone) potrebbe passare attraverso un piano di rilancio triennale che prevede circa cinque milioni di euro di investimenti, oltre che unrobusto programma di riduzione dei costi.
È questa la "ricetta" messa a punto dal vertice della cooperativa sestense che sarà sottoposta, tra una decina di giorni, all'assemblea formata dagli oltre novanta soci. Due soli i punti all'ordine del giorno delparlamentino cooperativo: approvazione del piano di ristrutturazione aziendale e completamento della ricapitalizzazione. Se la maggioranza dei soci cooperatori dirà sì, il programma di rilancio e risanamento finanziario partirà in tempi stretti e la costituzione della nuova società potrebbe essere avviata con l'inizio dell'estate. Le difficoltà del caseificio erano nate alcuni anni fa. Almeno da quattro anni a questa parte i bilanci vengono chiusi in passivo. Nel 2003 la situazione della cooperativa - già in difficoltà finanziaria - era stata ulteriormente aggravata dalla "batosta" successiva al crac della Parmalat che aveva fatto mancare al caseificio "Venchiaredo" circa 500 mila euro di introiti derivanti dal prodotto (stracchini e mozzarelle) fornito al colosso alimentare di Parma.

L'intenzione dei vertici societari sarebbe quella di tenere in piedi la Cooperativa Venchiaredo per il conferimento del latte da parte dei soci. Mentre per la parte che comprende la produzione e soprattutto la commercializzazione dei prodotti si dovrebbe costituire una società di capitali (spa o srl) nella quale la Coop Venchiaredo manterrebbe comunque la maggioranza delle quote. L'ingresso di nuovi soci - si parla di gruppi nazionali interessati al settore dell'agroalimentare - consentirebbe anche l'incameramento di risorse fresche in grado di trascinare fuori dalla secche la società guidata da alcuni mesi dal presidente Fortunato Forner. La riorganizzazione della società coop era già partita nei mesi scorsi. Un rilancio tentato anche attraverso un innovativo accordo sindacale (con Cgil e Cisl) che sta dando i primi frutti sul fronte del taglio dei costi. L'intesa prevedeva, il non rinnovo dei contratti a termine di circa 30 addetti sui 120 complessivi, un regime orario flessibile legato all'andamento della domanda del prodotto e l'istituzione della "banca delle ore" che consente agli addetti di mantenere inalterato lo stipendio e alla società di abbattere il costo degli straordinari

 
L'AZIENDA
La società cooperativa "Caseificio Venchiaredo" di Ramuscello di Sesto al Reghena è composta da circa 90 soci cooperatori. Dopo l'ultimo "taglio" degli avventizi a tempo determinato anche il numero di addetti è di novanta unità. Un sacrificio che è stato deciso in accordo con il sindacato per cercare di ridurre i costi e contribuire al risanamento e al rilancio dell'azienda cooperativa. L'intesa prevede anche un innovativo regime d'orario che i dipendenti hanno accettato e che consente di non perdere quote di stipendio abolendo gli straordinari e utilizzando una banca delle ore.

LA CRISI

Le difficoltà finanziarie per il caseificio sono cominciate quattro, cinque anni fa. Nel 2003 la "botta" dei mancati introiti del prodotto venduto al gruppo Parmalat ha aggravato una situazione che era già piuttosto pesante. La speranza degli attuali novanta soci cooperatori (che stanno contribuendo anche alla ricapitalizzazione della società cooperativa) è quella che il risanamento possa portare a chiudere i prossimi bilancio in positivo.

IL FUTURO

L'assemblea dei soci sarà chiamata, il 23 marzo, a decidere sul futuro della società. All'ordine del giorno dell'assemblea due soli i punti: l'approvazione del piano di ristrutturazione e completamento della ricapitalizzazione della società. Il piano prede lo "sdoppiamento" della società con il mantenimento della cooperativa per il solo conferimento del latte e la costituzione di una società di capitali per la produzione e commercializzazione del prodotto.