30 aprile 2005
Una liturgia per ricordare l'abate Furlanis

La comunità parrocchiale si è raccolta nell'Abbazia a tredici anni dalla scomparsa del monsignore, prelato d'onore di Sua Santità



La Comunità parrocchiale di Sesto al Reghena ricorda venerdì 29 aprile, con una liturgia in Abbazia, il suo abate-parroco monsignor Pietro Furlanis a tredici anni dalla scomparsa. L'abate Furlanis, prelato d'onore di Sua Santità, ordinato sacerdote il 30 giugno 1946, la prima domenica di luglio celebrò la sua prima messa nella cattedrale di Concordia, dove era nato il 22 agosto 1922.Nell'agosto del '46 fu nominato cappellano a Torre di Pordenone. Parroco di Roraigrande dal primo aprile 1950, resse quella parrocchia per oltre 27 anni. Con decreto vescovile del primo settembre 1977 fu scelto quale parroco-abate di Sesto . L'ingresso solenne in Abbazia avvenne il 20 novembre 1977. Oltre all'immancabile funzione spirituale, negli anni, quasi quindici, di vita pastorale nella parrocchia sestense, monsignor Furlanis è stato attento ed esperto cultore dell'Abbazia e del centro storico circostante. Una sua guida resta, ancora oggi, testimone di questa preziosa opera.

Ecco cosa scrisse di lui l'allora preside del Mattiussi Angelo Luminoso, al termine di una visita, con un ospite, di Santa Maria in Sylvis. "Terminata la visita, eravamo vicini al mezzogiorno e io avevo anche ritegno a bussare alla porta dell'abate, ma monsignore mi tolse subito dall'imbarazzo e volle accogliere me e il mio ospite nel suo studio. Il nostro colloquio durò circa mezz'ora e il suo discorso fu ampio e documentato; ci mostrò alcuni atti antichi e bolle che conservava con cura in un album. Ci congedò con la sua abituale dolcezza e col regalo della guida storica dell'abbazia, da lui compilata. Fummo sorpresi e commossi dalla ricchezza umana e spirituale di questo sacerdote, dal suo eloquio pacato, modulato da un ritmo lento, quasi sacrale. Partecipando alla liturgia in suo suffragio, presieduta dal vescovo diocesano (monsignor Sennen Corrà, ndr), questo sacerdote, definito dal presule "pastore di vecchio stampo", mi si è ripresentato ancor più completo: un uomo di Dio, coinvolto nell'amore per il suo tempio, che conosceva in ogni particolare storico, architettonico e pittorico, e per la comunità dei suoi fedeli".