| Anitra con la “Pira” (farro)
A mia madre piaceva molto fare la minestra di “pira” (farro). Ma anche a quei tempi, verso gli anni ’55, era già difficile trovarla. Quella dei nostri tempi non è la stessa, né per forma, né per sapore. Mia madre cominciava ad andare nei negozi a cercarla soprattutto quando doveva uccidere un’anitra. Quando aveva trovato il prodotto, di domenica, faceva questo piatto. In circa quattro litri di acqua faceva bollire dei pezzi di anitra per fare il brodo, dopo schiumato, aggiungeva sedano e cipolla, sale e dado e lo lasciava bollire per circa tre ore. A parte in un’altra casseruola in un po’ d’acqua (circa 12 litro) cominciava a cucinare 4 tazzine di “pira”, metteva dentro una piccola carota, un gambetto di sedano e un pomodoretto per dare un po’ di colore a questa minestra. Di tanto in tanto aggiungeva un mestolo di brodo e continuava così fino a cottura ultimata. La minestra doveva essere cucinata per almeno due ore. Era una minestra che non ci siamo dimenticati: squisita!
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