28 giugno 2005
Estate Musicale: prossima fermata Morgan

Piazza Castello 16 luglio 2005, ore 21.15

Morgan presenterà il suo nuovo album che riedita uno dei maggiori successi di Fabrizio De Andrè.

"Non è un disco di cover, ma la cover di un disco, anzi, a essere più precisi, "Non al denaro non all'amore nè al cielo" di Morgan è quasi una ricostruzione filologica dell'album originale, il vinile che Fabrizio De Andrè pubblicò nel 1971, interpretando e musicando, insieme a Nicola Piovani, 9 dei 244 epitaffi contenuti nell'"Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters. L'operazione del cantante dei Bluvertigo, subito sposata dalla Fondazione De Andrè, è talmente originale che è difficile classificarla: restauro, reinterpretazione fedele, omaggio a un grande della musica e a uno dei suoi album migliori. Ma soprattutto per Morgan costituisce l'"upgrade" di un patrimonio collettivo".

"Quest'opera ha carattere sociale: è di tutti", ha spiegato Marco "Morgan" Castoldi, incontrando la stampa nella sede della Fondazione De Andrè, affiancato da Dori Ghezzi, assolutamente non elitaria, anzi, è estremamente popolare, nel senso più profondo del termine, perchè rappresenta la società stessa". Per questo Morgan, compagno di Asia Argento, già sogna che il testimone passi ancora di mano, da Lee Masters alla sua prima traduzione italiana, da De Andrè al suo disco, fino al teatro o al cinema: "vorrei che qualcuno scrivesse una sceneggiatura per rappresentare visivamente quest'opera partendo dalla musica, magari aggiungendo altri personaggi oltre al Giudice, il matto, il blasfemo, il malato di cuore, il medico, il chimico, l'ottico e il suonatore... in fondo c'è ancora così tanto materiale". Come De Andrè aggiunse del suo a Lee Masters, scegliendo una manciata di epitaffi e trasformandoli in ballate, suite, popolate da personaggi vibranti eppur morti, così Morgan ha lavorato più per addizione che per sottrazione per "Non al denaro non all'amore nè al cielo", tanto che la sua versione dura dodici minuti e qualcosa più dell'originale. "Ma non ho inventato nulla", prosegue l'artista, "ho solo rallentato, allargato, diluito i pezzi, che erano contratti, concitati, tipicamente anni 70, ma che nascondevano una natura più lenta.

In qualche caso c'erano dei dettagli che volevo allargare, in altri ho scritto ex novo dei raccordi musicali che in De Andrè non c'erano, come il finale del Giudice". Proprio di "Un Giudice", oltre alla suoneria per telefonino (la Tre per la cronaca), l'autore di "Le canzoni dell'appartamento" ha mixato addirittura una versione da discoteca: "il disco l'ho registrato in presa diretta, come
negli anni 60, ma poi l'ho mixato in digitale, a casa mia, mi sembra normale", prosegue, "usare le tecnologie della propria epoca, sennò per eccesso di fedeltà avrei potuto fare un vinile e non un cd, supporto che nel'71 non circolava ancora". All'allargamento musicale non corrisponde quello dei testi: "il mio è un lavoro su De Andrè, non su Masters: non mi sentivo pronto per aggiungere altri personaggi, ma se avessi potuto farlo avrei messo un suicida, visto che in questo album si parla di morte in modo così profondo e vero, tanto che "morte" è la parola più ripetuta in assoluto nel disco: 20 occasioni contro le 14 di "loro", "gente" e altri". Il progetto di recupero e "upgrade" del concept album continuerà dal vivo, quest'estate, con uno spettacolo musical-teatrale, che forse sarà arricchito da letture di altri epitaffi dell'antologia. Intanto, buone notizie per i Bluvertigo che come ha spiegato Morgan "si stanno sbrinando" e forse produrranno qualcosa entro la fine dell'anno "ma vige un finto scioglimento: ci si riunisce solo se si ha qualcosa da dire, come fanno i King Crimson". Dal canto suo, la fondazione De Andrè è invece impegnata nel montaggio del film "A correggere la fortuna", una pellicola sull'infanzia negata girata sia a Salvador De Bahia sia a Firenze, con la partecipazione d Gilberto Gil". Tratto da Musicalnews.it