9 dicembre 2005 Sesto e la "rete" longobardaGrandi novità per lo sviluppo del turismo culturale a Sesto al Reghena! Una innovativa opportunità di sviluppo economico per il territorio della Destra Tagliamento, oltre che del Friuli, è stata determinata nei giorni scorsi dall’ammissione dell’abbazia benedettina di Sesto al Reghena – “in rete” con altri siti italiani di matrice longobarda – nel rinnovato elenco in cui il ministero dei Beni culturali iscrive i luoghi ammessi alla candidatura per l’inserimento nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. L’annuncio sulla decisione del ministero è giunto da Cividale del Friuli, la cui amministrazione comunale era stata promotrice della richiesta unitamente alla Soprintendenza regionale ai beni culturali e ambientali, di concerto con le Soprintendenze del Veneto e della Lombardia. Capofila della originale candidatura “multipla” – secondo esperimento nazionale dopo il primo successo conseguito con la tutela riconosciuta dall’Unesco ai siti “in rete” di matrice etrusca – è per l’appunto Cividale del Friuli, capitale del primo Ducato longobardo in Italia e luogo ove si custodiscono le maggiori ricchezze artistiche e monumentali di quel popolo. La “rete” longobarda (intitolata “Cividale e le prime sedi di potere longobarde in Italia) comprende ben nove siti in Friuli Venezia Giulia. Oltre a Cividale e a Sesto al Reghena ( L’abbazia è stata fondata nell’VIII secolo da tre nobili fratelli cividalesi e custodisce la preziosa urna marmorea di Sant’Anastasia), sono incluse nel circuito i luoghi dei sette castra longobardi di Cormons, Artegna, Nimis, Gemona, Osoppo, Ragogna e Invillino. La “rete” dopo aver superato Sacile (altra città fondata nell’VIII secolo dai cividalesi ma che non conserva tracce visibili dell’evento) attraversa il Veneto con siti in provincia di Treviso (Ceneda), Padova, Vicenza, e Verona. In Lombardia la città dotata di reperti più significativi è Brescia (con il monastero di San Salvatore-Santa Giulia e altri siti a Leno e Sirmione). Accanto ad essa figurano quindi Monza , Milano, Pavia, e Varese (Castelseprio). L’annuncio dato dal sindaco di Cividale, Attilio Vuga (che nei prossimi giorni formalizzerà l’evento agli altri sindaci) è coinciso con la firma di un importante protocollo di intesa con il sindaco di Brescia, onorevole Paolo Corsini. Sulla base di questo atto - firmato anche dai presidenti dei Forum delle associazioni di promozione del turismo sociale di Brescia, Luigi Bandera, e del Friuli Venezia Giulia, Bruno Cesca, oltre che dal consigliere delegato dell’Associazione longobardia, Franco Fornasaro – si è dato avvio alle procedure costitutive del “Sistema Longobardia”, realtà chiamata a gestire l’organizzazione complessiva delle candidature e a sviluppare tutte le possibili sinergie con le realtà accademiche e produttive dei territori coinvolti. Un progetto che prevede l’impegno dei Forum - partecipati da associazioni nazionali del turismo sociale, giovanile e religioso – per la promozione del “pacchetto longobardo” in quella particolare “rete di reti” che movimenta annualmente in Italia oltre 30 milioni di viaggiatori. “ Questa è una iniziativa di grande valenza – ha dichiarato il sindaco di Brescia – che dimostra come sia possibile, sulla base di progetti significativi, creare collegamenti e importanti prospettive non soltanto culturali ma anche economiche tra città di diversa dimensione e di aree diverse”. Vuga da parte sua ha precisato che le procedure per questa tipologia di candidatura richiedono la predisposizione di un piano di coordinamento per l’intera area friulana e pordenonese, oltre che singoli e autonomi piani di gestione per ciascun Comune coinvolto. Altri significativi apporti specialistici si renderanno necessari da parte dell’università, con forti collaborazioni applicative sul piano delle discipline storiche, economiche e della multimedialità. Così come sarà indispensabile il coinvolgimento delle categorie economiche dei territori interessati.
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