| Progetto Radon, fase due Ritirati dopo sei mesi 12 dosimetri per il rilevamento della sostanza radioattiva. Ora saranno esaminati dall’Arpa. L’operazione è della Protezione civile
Avviato lo scorso settembre, continua a essere attivo il "Progetto Radon", un programma che, oltre a coinvolgere Sesto al Reghena , interessa da vicino diversi comuni della fascia pordenonese. La settimana scorsa, due tecnici della Protezione civile sestense, Romano Baita e Umberto Benvenuto, hanno ritirato in dodici famiglie, dopo sei mesi dalla collocazione, sofisticati "canestri" adibiti al rilevamento della sostanza radioattiva. I dosimetri Radon, misuratori di tracce alfa presenti in locali, stanze, ambienti, pozzi e costruzioni di ogni genere saranno ora esaminati dall'Arpa regionale e tra meno di due mesi si potranno vere i primi dati. «Non dovrebbero risultare dati allarmanti - spiega Baita - in quanto Sesto al Reghena , a differenza di altri comuni, presenta un sottosuolo prevalentemente costituito da creta e non da rocce o ghiaia dove il gas normalmente risiede». L'Agenzia regionale prevenzione ambiente, a settembre, aveva selezionato su base statistica dodici famiglie, per ognuna di esse aveva fornito due rilevatori, per un totale di ventiquattro posizionati correttamente dai due responsabili della protezione civile sui piani abitati delle abitazioni. «La soddisfazione - commenta Romano Baita - è stata quella di aver ricevuto pochi giorni fa i complimenti non solo dalla stessa Arpa ma anche dalla Regione che si è congratulata per la nostra tempestività nell'eseguire le operazioni ma anche per la nostra immediata disponibilità nel renderci partecipi all'iniziativa preposta». La protezione civile, in questo frangente ha operato con molta professionalità, tranquillizzando non solo le dodici famiglie coinvolte, ma soprattutto creando una fitta rete di collaborazione con gli organi vigilanti. I dosimetri, già ricollocati all'interno delle abitazioni, saranno prelevati per l'ultima volta tra sei mesi, in questa maniera si potrà così, attraverso un intero anno di monitoraggio costante, definire con esattezza i valori legati alla presenza o meno del temibile Radon nel comune sestense. «Per ora - conclude Romano Baita tranquillizzando gli abitanti - non c'è da preoccuparsi. Se a ogni modo dovessero emergere dalle analisi risultati inquietanti, esistono attualmente diverse tipologie di bonifica e il nostro impegno a sostegno dei cittadini sarà sempre in primo piano». Alberto Comisso
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