Le opere di Tracanelli in Abbazia (04/06)

L’artista espone le sue performance nel salone fino al primo maggio

Dal 4 aprile l'Abbazia è una delle tappe della mostra storico-artistica di oreficerie, sculture, dipinti, miniature, stampe, tessuti e fotografie dall'età paleocristiana al XX secolo "In hoc signo".

Ma questa importante rassegna, che si propone di offrire una panoramica inedita e articolata sulla presenza di questo simbolo nel territorio tra Livenza e Tagliamento, da sempre crocevia di popoli e culture, non fa venir meno l'interesse per le tradizionali manifestazioni espositive di artisti locali nel salone abbaziale, curate dalla Pro Sesto .L'Associazione presenta, infatti, fino al primo maggio, le opere di Marco Tracanelli.Ed è lo stesso artista a presentarsi.  «Nato nel 1956 a San Vito al Tagliamento, dove tuttora abito, ho alle spalle un'esperienza artistico-pittorica fatta d'installazioni, performance, ma soprattutto pittura. Le mie prime esposizioni-performance risalgono agli anni '79 e '81 e hanno interessato un pubblico prevalentemente underground. In seguito ho partecipato a numerose mostre sia collettive sia personali. Da alcuni sono considerato un pittore d'avanguardia da altri non mi è ben chiaro, personalmente penso di fare dell'avanguardia sulla nostalgia per la tradizione. Sono laureato in filosofia con una tesi sull'estetica del Futurismo e faccio l'insegnante».

Ed è ancora proprio Marco Tracanelli a presentare la sua mostra a Sesto al Reghena. «Ecco una mostra attesa, attesa da me, che da tempo desideravo esporre entro le mura di questa antica abbazia fortificata, difesa, protetta. Ci sono incontri che non vanno forzati, vanno attesi, avranno il loro tempo e si consumeranno. Giunge così questa mostra. Troverete opere prodotte in questi due anni, non so con esattezza, quali dipinti esporrò, so che ruoteranno attorno a temi che negli ultimi anni ho percorso con maggior ostinazione. Ci saranno le figure, prevalentemente femminili, per lo più di spalle o di profilo, spesso figure al confine; vedrete i paesaggi dell'animo, spesso senza titolo, apparentemente astratti, ma non privi di tracce di figurazione».

Umberto Coassin