Lionello Fioretti: Il cuore colorato

Grande successo di pubblico per tutti gli eventi incentrati sulla vita e le opere di Fioretti

LIONELLO FIORETTI
NOTA AUTOBIOGRAFICA


In un giorno di vento, Lionello Fioretti nacque a Bagnarola, benedicendo la primavera del ’45. Per rendere lieti i genitori dimorò nelle galere della scuola italiana, laureandosi in lettere a Padova, dove capì suo padre che esclamava “mus padován”, quando da piccolo impuntava i piedi. Non volendo trasmettere ignoranza a ignoranti, evitò, a muso duro e berretta rincalcata, la carriera scolastica.
Non potendo vivere di pittura (ebbe un maestro misericordioso e pieno di significativi silenzi: Virgilio Tramontin) diventò medico di dipinti antichi, condannandosi a un eterno precariato: non conosceva l’uso della ‘sportula’ e in più diceva quello che pensava: insomma un discreto imbecille. Ebbe (chi è il maestro, chi è l’allievo?) esperienza di insegnamento di tecniche pittoriche, maschere e altro, in corsi liberi con terze età, portatori di handicap e fuori di testa. Particolarmente fra questi ultimi si trovò bene, fu accolto con larghezza, si riconobbe e fu riconosciuto, proprio come Pinocchio, quando nel teatrino di Mangiafuoco fu festeggiato dalle altre marionette.
Ahimè, dipinse, scrisse, ma anche cucinò per se e per gli amici. Ai fornelli cuoco raffinato (anche gli invidiosi davano il placet) capì di aver sbagliato carriera e che nel calderone universale, instancabili collaboratori, veniamo tutti cotti a puntino, anche i furbi. Amen.

 

Natale Lionello Fioretti, nato a Bagnarola di Sesto al Reghena il 4 aprile 1945, è volato via l’8 giugno 2004, “alle sei del mattino, mentre Venere, come lacrima di cielo, cominciava ad oscurare col suo tondino d’ombra, la luce del Sole”. Sono rimasti “immersi nel buio e nel silenzio”, pennelli, colori, tele, mobili, muri e porte dipinti, sedie semplici e decorate , abituate ad essere spesso in cammino per finire, tutte quante stavano, intorno al tavolo rotondo, consueta mensa per gli amici: una piccola casa la sua, ma “grande come un mondo e, dentro, parole, mai volgari o cattive, sempre sincere nel dire l’affetto e il dissenso”. Ora che Lionello si è tirato da parte “vibra tra lui e noi un sipario leggerissimo e luminoso fatto di fili di sole intracciati a gocce di rugiada evaporate”.
Così Lia  ad accompagnamento della raccolta “non è parola complice” .
È rimasta, nell’orto “necropoli” di Rosanna, l'erba Luisa che Laura, 3 anni, riconosce subito tra le altre: un rametto per la maestra perché ha lo stesso nome e uno per la nonna che unisce alle altre “arbutis” per dar profumo, “no di pì e no di mancu”, al risotto che - suggerisce Lionello -  legherà meglio se, mescolando, ascolterete la sinfonia concertante di Mozart”.
“Rimane, anche se per lui il tempo si è taciuto, la poesia, che improntò in senso largo, il suo vivere, ariosa, ironica spesso, ma sempre ricca e in, sostanza, intrisa di un’amarezza che meglio s’avverte ora che se n’è andato con un gesto di saluto [“bisugna saludasse”] che sentimmo accompagnandolo in silenzio.”
“Scrisse – aggiunge ancora Novella – in friulano (nella varietà di Bagnarola), in italiano e veneto anzi meneghel  poesie e pagine che spesso sembrano sottintendere il suo dipingere, il raffigurare che, alla maniera dello scrivere, è reso in delicate fioriture, in soffi e incantamenti analoghi alle riflessioni dense talvolta o appena toccate e risolte in lampi sferzanti di ironia. In ogni caso, la pagina, la tela vibrano di sensibilità espressa non solo con gusto, con sapienza d’arte, ma con una vena creativa affatto originale.”
“Tocco lieve, di pennello come di penna, quasi un soffio” -  dice Michela.
“La prosa di Lionello Fioretti – annota Mario – ha la rara prerogativa della visibilità: pittorica nei passaggi, negli ambienti, nelle atmosfere, teatrale  nei caratteri, nelle scene, negli intrecci.
Pittore, e spesso illustratore, e dunque narratore per immagini, Fioretti scrittore usa il linguaggio come tavolozza: natura – boschi acque cieli – ed opere dell’uomo – interni strade città – sono rappresentati con sapienza (trans)figurativa, cromatica, tonale; amante del teatro, sintesi delle arti, egli mette in scena i suoi personaggi con vivezza drammatica, con carica dei tipi, delle marionette al limite.
Fioretti non estetizza , né moraleggia: esprime se stesso, da artista, da officiante, vitalmente, moralmente. Con leggerezza.”.
A Lionello le parole del comune amico, Davide Maria Turoldo:

E vai
vai leggero,
dietro il vento
e il sole
e canta.

Canta il sogno del mondo
...

nell’amicizia

 

MOSTRE

Sesto al Reghena - Salone dell'Abbazia
Materiali per una biografia

Sesto al Reghena - Sede Municipale
Del decorare a tempera e a fresco

San Vito al Tagliamento - Chiesa di San Lorenzo
Opere su carta

Orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle 12 e dalle 16,30 alle 19,30 - Ingresso gratuito

INCONTRI

Giovedì 15 giugno ore 21 - Sesto al Reghena - Giardino Burovich
Domenica 18 giugno ore 21 - San Vito al Tagliamento - Antico Teatro Sociale G.G. Arrigoni
Maschere randagie ...tra dogaresse, carampane e contado...
da un testo di Lionello Fioretti
a cura della Compagnia "Tiratirache"
con Attilio Boccalon e Augusto Prosdocimo
musiche originali di Giovanni Buoro
regia di Augusto Prosdocimo

Venerdì 23 giugno ore 20,30 - Sala del Consiglio Comunale
Lionello poeta e narratore
Incontro con Mario Turello
e presentazione di In mies al palut (In mezzo alla palude)
Premio "Renato Appi" 2004, Edizioni della Provincia di Pordenone, 2006

L’amministrazione organizza numerosi eventi in programma dal 10 giugno 

Dal Gazzettino del 2 giugno: Tre mostre per ricordare il pittore Fioretti 
 
 
Al via le manifestazioni per ricordare Lionello Fioretti, poliedrico artista di Sesto al Reghena ma conosciuto e stimato in tutta la regione e non solo. Per evocarne le gesta artistiche e il grande profilo umano, l'amministrazione comunale di Sesto al Reghena ha organizzato numerosi eventi che prenderanno il via dal prossimo 10 giugno e proseguiranno fino al 2 luglio.

Ci saranno ben tre mostre. La prima, ospitata nel salone dell'Abbazia, si intitola Materiali per una biografia e raggruppa buona parte dei manoscritti dell'artista da cui si può desumere una splendida autobiografia dell'autore; la seconda sarà visitabile nella sede municipale e si intitolerà Del decorare a tempera e a fresco e riguarderà lo sforzo pittorico di Fioretti. Entrambe le rassegne verranno inaugurate il 10 giugno. Il giorno seguente, ma nella chiesa di San Lorenzo a San Vito al Tagliamento ci sarà la vernice di Opere su carta. L'orario di apertura delle mostre andrà dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.30. L'ingresso è gratuito.

Ci sarà anche un ciclo di incontri imperniati sulla figura di Lionello Fioretti. Il primo è in programma giovedì 15 giugno, alle 21, nel Giardino Burovich; si replica domenica 18, alle 21, a San Vito al Tagliamento, presso l'Antico Teatro Sociale Arrigoni, con un evento teatrale intitolato Maschere randagie ...tra dogaresse, carampane e contado... da un testo di Lionello Fioretti a cura della Compagnia "Tiratirache" con Attilio Boccalon e Augusto Prosdocimo, musiche originali di Giovanni Buoro regia di Augusto Prosdocimo. Venerdì 23 giugno, alle 20.30, nella sala del Consiglio Comunale di Sesto ci sarà Lionello poeta e narratore, incontro con Mario Turello e presentazione di In mies al palut (In mezzo alla palude) Premio "Renato Appi" 2004, Edizioni della Provincia di Pordenone, 2006