19 luglio 2006 Viaggio in TerrasantaTutto confermato nonostante la difficile situazione in Medio Oriente Alla fine hanno optato per un piccolo cambio di percorso: niente visita al Monte Carmelo e a San Giovanni d'Acri, considerati troppo a ridosso di Haifa, città israeliana ad altissimo rischio. Per il resto non cambia nulla. Anzi, il nucleo provinciale di pellegrini diretto in Terrasanta nelle ultime ore ha addirittura aumentato la propria forza numerica di 10 unità. Di fatto i gruppi sono due. Il primo, di 25 persone, fa riferimento al Centro turistico dell'Acli e all'agenzia Eitera. Il secondo, giunto a quota 95 iscritti, è invece espressione diretta dell'organizzazione della diocesi di Concordia Pordenone. Quest'ultimo raccoglie principalmente persone del mandamento sanvitese: Cordovado, Sesto al Reghena , Casarsa, Valvasone. Ne fa parte anche il fiumano don Livio Corazza, direttore della Caritas. Tutti e 120 partiranno giovedì 20 con un volo aereo per Tel Aviv. Il tour nel bollente Medio Oriente di questi giorni (40 gradi all'ombra e l'incognita dei missili hezbollah) durerà una settimana. Entrambi saranno guidati da don Chino Biscontin, per la quarta volta in zona dall'inizio dell'anno. «Sono appena rientrato - segnala il direttore di archivio e biblioteca diocesani -. Pur avendo attraversato la Palestina da nord a sud, non ho notato nulla di particolarmente allarmante. Certo la situazione, già tesa di suo, può precipitare da un momento all'altro. In ogni caso resteremo distanti sia da Haifa che da Ghaza». Che immagine conserva di quel territorio martoriato da mille bombe? «La sofferenza negli occhi della gente, in primis i cristiani, che non hanno difese. Sono loro stessi a dirci di tornare e di non dimenticarli - garantisce don Chino -. Una citazione: l'esperienza del Baby hospital della Caritas, a Betlemme, diventa illuminante per chi si occupa di solidarietà».
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