Nel parco dell'Abbazia in scena la Natività

Straordinario successo per le due serate che hanno visto impegnati più di 200 figuranti davanti a migliaia di spettatori incantati

Iniziata in sordina verso la metà degli anni Ottanta, la tradizione del Presepio vivente a Sesto al Reghena è ora divenuta un appuntamento di respiro ultraregionale. Il Comitato organizzatore, formato da un gruppo di volontari nato proprio con il Presepio, si è riunito la scorsa settimana, con il coordinamento della vicepresidente del consiglio pastorale Franca Bottacin, per programmare l'edizione di quest'anno, ormai la sedicesima.

A cadenza biennale dal 2000, la rappresentazione 2006 si presenta nel solco di una consuetudine ormai confermata negli anni, ma ricca anche di nuove idee ed emozioni. L'ambientazione scenografica privilegia i quadri familiari. Molte attività infatti coinvolgono un intero nucleo familiare, tante scene racchiudono sovente una famiglia, per rilevare la centralità della stessa anche nell'attuale difficile situazione storico-sociale. Globalmente si alternano, nelle due serate, in programma alla vigilia di Natale e nel pomeriggio di Santo Stefano, non meno di 200 figuranti; a ogni rappresentazione sono comunque presenti almeno 150 figure.

Una vera famiglia rappresenta ogni anno la famiglia di Betlemme. Il tutto si svolge nel parco attiguo alla chiesa, nell'atrio e all'interno dell'Abbazia. La bella cornice abbaziale è uno scenario che ben si presta a far rivivere la Natività. Nel ricordo di ognuno c'è infatti un presepio, nell'infanzia di tutti ci sono una capanna, un Gesù Bambino, i Re Magi, il bue e l'asinello e i pastori con le greggi. Anche quest'anno lo si potrà rivivere, oltre che con i protagonisti e con le scene, attraverso una voce narrante che racconterà la storia della nascita di Gesù Bambino.

L'allestimento del Presepio vivente richiede uno sforzo organizzativo straordinario per una piccola comunità come quella sestense, che conta 1.880 anime. Si tratta però di un impegno che consente di ottenere ottimi risultati, sia in termini di coinvolgimento dell'intero paese, sia di apprezzamento e di soddisfazione da parte dei visitatori, e che centra l'obiettivo che si prefigge. Quello di non essere uno spettacolo, ma un momento della celebrazione liturgica del Natale.

Il titolo della sedicesima edizione è "Gesù, una storia d'amore con l'umanità". La preparazione della locandina che annuncia la sacra rappresentazione è affidata al "Gruppo d'Arte Sigalotti", che opera nel comune di Sesto al Reghena .

Umberto Coassin


 Da Il Gazzettino del 20 dicembre 2006
RAPPRESENTAZIONE 
Duecento comparse e un omaggio musulmano nel Presepe vivente dell'abbazia di Sesto 
 
 Tre asini, altrettanti cavalli, 28 tra capre e pecore, 200 comparse, 24 scene, 70 collaboratori, una corale, due sacre famiglie, 16 edizioni, due barche. Più un musulmano moderato, il tunisino Habih, che mette a disposizione una molteplicità di vasi e anfore ricreati nell'antico stile della Palestina. Sono i numeri del Presepio vivente di Sesto al Reghena. Un avvenimento vero e proprio, non soltanto per il complesso abbaziale fondato dai tre celebri fratelli longobardi, capace di attirare puntualmente migliaia di visitatori. Il titolo del 2006 è "Gesù, una storia d'amore con l'umanità". L'idea di base si deve a un gruppetto di giovani della parrocchia, che negli anni Ottanta allestì nell'androne della storica Santa Maria in Sylvis la prima opera. Loro stessi erano le comparse, con una statuetta di gesso a rappresentare il Redentore. «L'esperienza risultò talmente coinvolgente - rivela Franca Bottacin, oggi regista - che due anni dopo la Sacra Famiglia era costituita da un padre e una madre in carne e ossa. Con molta disponibilità entrambi si prestarono, insieme al proprio bambino, a far rivivere l'evento. Adesso chi viene a Sesto , nella notte magica di Vigilia, è come accompagnato dentro la storia». Nei primi tempi l'asinello veniva reperito direttamente in paese. Il proprietario, preoccupato che l'animale si comportasse bene, lo portava più volte a "visitare" le quinte per abituarlo a muoversi con le luci artificiali. La complessa macchina organizzativa, che dal 2000 è biennale, viene curata da un Comitato parrocchiale che fa capo all'abate Giovanni Perin. Emanuela Bravin coordina il settore costumi, Ivo Chiarot l'allestimento scenografico, Franca Bottacin la gestione delle comparse. Due le famiglie: prima Matteo Gerometta, con Anna e il piccolo Ennio; poi Antonello Testolin, con Francesca e Federico. Riflettori accesi alle 22 di domenica, con bis martedì alle 16. Ci sarà anche la Corale San Benedetto.
Pier Paolo Simonato