20 gennaio 2007
Radon: Baita "Niente rischi a Sesto"

Prime indiscrezioni sul monitoraggio dell’Arpa. Il gas naturale è presente in maniera massiccia nel Friuli Occidentale
Effettuate le letture dei dosimetri relativi al primo semestre collocati nelle abitazioni private. Dal Gazzettino del 19 gennaio 2007

Arriva la conferma di quello che era già più di un sospetto. In provincia di Pordenone il Radon , uno dei gas naturali più pericolosi perchè è associato al tumore al polmone è presente in maniera massiccia soprattutto in alcune fasce del Friuli Occidentale. Di più. Nella Destra Tagliamento sono circa una ventina i Comuni interessati - seppur a vari livelli - da quantità di Radon che possono essere considerate superiori alla norma, anche se c'è subito da precisare che allo stato la legge Comunitaria esprime solo delle raccomandazioni. La conferma arriva dalla prima lettura dei circa 2 mila e 500 dosimetri installati nelle abitazioni private dalla protezione civile. Un monitoraggio voluto in particolare dall'assessore regionale all'Ambiente, Gianfranco Moretton che si è avvalso dell'Arpa, il braccio operativo. C'è anche da aggiungere che - come detto - questa è solo la prima lettura, ora per avere una conferma certa delle rilevazioni si dovrà aspettare la seconda verifica, attesa per il prossimo aprile. Il dato (e quindi una mappatura certa del livello di pericolosità) sarà poi definitivo con la terza fase che prevede appunto un ulteriore monitoraggio.
Sul fronte del Radon , come del resto aveva già accertato una prima verifica che era stata effettuata nel 2000 ed aveva interessato alcune scuole del Friuli Occidentale, ci sono ampie zone della Destra Tagliamento soggette al potenziale rischio del gas naturale. In particolare emerge che la fascia pedemontana che riguarda i Comuni di Caneva, Aviano, Maniago, Arba e Sequals ai quali si aggiunge anche Roveredo è interessata - secondo questa prima lettura - da una presenza di Radon in alcune abitazioni private che supera i 500 Bequerel per metro cubo d'aria. Una concentrazione che potrebbe comportare dei rischi alle persone soprattutto per quanti stanno molte ore in ambienti chiusi. Ci sono poi altri due Comuni, Montereale e Fontanafredda dove il Radon ha una concentrazione superiore ai 400 Bequerel, mentre altri 14 Comuni tra cui il capoluogo si assestano a livelli superiori ai 200. C'è infine una parte della Destra Tagliamento dove le rilevazioni hanno indicato livelli bassi o inesistenti. Resta inteso che si tratta della prima rilevazione e che quindi è necessaria un conferma con la seconda lettura in modo che il monitoraggio effettuato dall'Arpa e coordinato tra gli altri da Renato Villalta responsabile del Settore Aria possa essere ritenuto ufficiale a tutti gli effetti. Da ricordare infine che l'unica normativa esistente prevede che il Radon non superi i 500 Bequerel nei luoghi di lavoro (tali sono considerate anche le scuole) mentre una raccomandazione europea parla di massime che vanno da 200 a 400 Bequerel a seconda che gli edifici (anche le case private) siano di nuova o vecchia realizzazione. «Abbiamo deciso di fare questo studio - spiega il vicepresidente della Regione, Gianfranco Moretton - proprio per avere una mappatura certa della situazione in regione. Una volta che il monitoraggio e la lettura dei dati sarà completa valuteremo insieme ai sindaci come affrontare in maniera strutturale la questione».

Loris Del Frate


Ecco i Comuni in cui le rilevazioni dell'Arpa hanno identificato la presenza di radon (la misurazione è in bequerel).
PIÙ DI 500 BQ.

Caneva, Aviano, Maniago, Arba, Sequals, Roveredo in Piano, Tramonti di Sopra e di Sotto.

PIÙ DI 400 BQ.

Montereale, Fontanafredda.

PIÙ DI 200 BQ.

Polcenigo, Budoia, Brugnera, Porcia, Pordenone, San Quirino, Vivaro, Spilimbergo, San Giorgio, Arzene, Valvasone, Casarsa, Claut e Andreis.

GLI ALTRI COMUNI

I territori della provincia non indicati hanno fatto segnalare percentuali di radon inferiori ai 200 Bq o addirittura non sono state rilevate tracce del gas naturale. In questa fascia rientra anche SESTO AL REGHENA.
 
SESTO AL REGHENA Il progetto di rilevamento della Protezione civile ha stabilito che non esiste alcun pericolo 
Radon, i controlli escludono il rischio
 
 
Sesto al Reghena
Sesto al Reghena non rientra tra i comuni a rischio Radon, notizia accolta con soddisfazione dal responsabile della Protezione civile local e, Romano Baita. Secondo i dati raccolti il comune dell'Abbazia ha fatto registrare percentual i al di sotto dei 200 bequerel, dunque ritenute «non preoccupanti» dal l'assessore regional e Gianfranco Moretton. «Siamo orgogliosi che il nostro Comune non rientri tra le real tà colpite dal la presenza del gas al tamente nocivo - esordisce Baita - Spero che le aree a rischio possano trovare una soluzione concreta a questo pericolo real e».

Baita vuole ripercorrere i momenti più importanti che hanno contraddistinto nel "Progetto Radon" l'operato della Protezione civile: «Quando nell'ottobre del 2005 ci siamo presentati al la porta di 12 famiglie sestensi per collocare gli appositi "canestri" adibiti al rilevamento della sostanza radioattiva, più di qual cuno ha guardato con timore il nostro operato. A più di un anno dai primi rilievi - continua - portiamo a tutta la comunità la bella notizia che non esiste al cun pericolo di contaminazione radioattiva».

«La soddisfazione - commenta Baita - è stata quella di aver ricevuto più volte i complimenti non solo dal la stessa Arpa, ma anche dal la Regione che si è congratulata per la nostra tempestività nell'eseguire le operazioni e per la nostra immediata disponibilità nel renderci partecipi al l'iniziativa preposta». Ora che il ciclo di monitoraggio si è definitivamente concluso, Romano Baita e i numerosi volontari della sezione local e s'impegneranno a creare una fitta collaborazione con al cuni sodal izi europei affini.

Al berto Comisso