24 gennaio 2007 Stylfil, la Regione in aiuto ai dipendenti Un tavolo per il reinserimento dei 70 lavoratori in mobilità dell’azienda di Sesto al Reghena
La Regione interviene sul caso Stylfil. L'assessore al Lavoro Roberto Cosolini incontrerà, giovedì, alle 17, nella sala municipale di Sesto al Reghena, il sindaco Giuseppe Sigalotti, l'assessore comunale Carlo Sovran e il consigliere regionale Daniele Gerolin. Si stringono dunque i tempi per trovare una soluzione alla mobilità di 70 degli 82 lavoratori impiegati nell'azienda sestense che produce filati. Soltanto dodici, tra manutentori e amministrativi, continueranno a lavorare per garantire la messa in sicurezza degli impianti produttivi e l'eventuale richiesta di forniture.L'intervento al tavolo dell'assessore regionale potrebbe di fatto aprire una strada verso il reinserimento dei dipendenti Stylfil in mobilità. Lo stesso Cosolini sarà chiamato dunque in causa entro il 31 gennaio, quando ci sarà il primo importante appuntamento con la procedura del concordato preventivo. Nella stessa seduta sarà deciso dai creditori il prosieguo della vicenda giudiziaria: il loro eventuale sì aprirebbe di fatto la strada all'omologazione del concordato da parte dei giudici. Il secondo cruciale passaggio, a quel punto, potrebbe essere quello dell'affitto dell'azienda. In quel momento entrerebbe in gioco il possibile acquirente dell'impresa. Sarebbe stato confermato che una cordata di imprenditori della provincia di Modena (legati al distretto del tessile di Carpi) avrebbe già da tempo messo gli occhi sulla società sestense. Si tratta di un gruppo di imprese che punta a chiudere la gamma e la filiera del settore tessile, e che per questo guarderebbe con un concreto interesse alla produzione del lino. Una cosa è chiara: i tempi non saranno brevi. Anzi. Durante gli ultimi incontri aziendali si sarebbe parlato di inizio estate, anche se i tempi potrebbero subire un'accelerazione a seconda dell'iter giudiziario. Il sindacato (che a febbraio incontrerà la cordata) ha però ribadito che è necessario procedere piuttosto in fretta per non perdere la possibilità di agganciare la stagionalità di alta produzione, e per impedire un "esodo" volontario degli addetti, che in attesa della ripartenza produttiva potrebbero cercare nuove opportunità di impiego. Alberto Comisso
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