21 febbraio 2007
Videocitofoni Bpt suonano in Borsa

Specializzata in domotica e videosorveglianza ha anche quattro filiali all’estero. Progetti nell’Est e in India
La società di Sesto al Reghena punta su Piazza Affari: è la prima impresa della provincia. Dal Gazzettino del 15 febbraio


Il gruppo Bpt punta a sbarcare in Borsa entro quest'anno. È la prima tra le piccole e medie aziende della provincia che guarda al listino con l'obiettivo di arrivare a Piazza Affari già nei prossimi mesi. Nell'ultimo periodo diversi advisor - banche d'affari e di investimento - hanno posato i loro occhi sull'azienda che ha una lunga storia. «Stiamo valutando - ha detto l'amministratore delegato Sandro Marcorin, 33 anni - poiché sono in corso tutti i necessari approfondimenti di un iter piuttosto complesso, ma auspichiamo che una decisione possa arrivare già entro l'estate in modo da consentire l'ingresso in vista di una quotazione entro fine anno».
L'impresa nasce nel 1953 grazie all'ingegno di Lisio Plozner (era andato nel Torinese a cercare fortuna) che fonda la Bpt, Brevetti Plozner Torino cimentandosi nella progettazione e nella realizzazione di campanelli portanome e dei primi citofoni parla-ascolta. Nel '62 l'imprenditore rientra a Sesto al Reghena dove dà avvio a un'attività industriale. Oggi l'impresa si divide tra il Friuli e il Veneto: a Sesto al Reghena c'è la sede legale e il centro logistico, mentre lo stabilimento è - solo a una manciata di chilometri di distanza - a Cinto Caomaggiore, in provincia di Venezia. Negli ultimi anni la società - poco meno di trecento addetti e circa 48 milioni di fatturato - ha moltiplicato i propri investimenti in ricerca e sviluppo: in una decina d'anni ben 15 milioni di euro sono stati investiti in innovazione. Questo grande sforzo ha consentito alla società di specializzarsi sempre più fino a fare diventare il suo core-business la videocitofonia più avanzata, ma in generale la domotica per la casa e i sistemi di sicurezza per interi condomini.

L'azienda ha saputo trasformarsi in una realtà produttiva a fortissima vocazione tecnologica fino a diventare leader mondiale nella fornitura di sistemi per la cosiddetta home automation e village automation: la creazione di sistemi capaci di integrare la domotica con tutti i servizi necessari in un complesso residenziale sia locali che remoti. Sono firmati Bpt, per esempio, degli innovativi sistemi di "villaggio digitale" che consentono di mettere in rete (attraverso cablatura e banda larga) tutti gli appartamenti di un condominio o di un piccolo quartiere dotandoli di sistemi di comunicazione e di controllo a distanza. Un esempio su tutti: la possibilità di controllare a distanza, magari sul proprio computer, il proprio appartamento con un sistema di videosorveglianza. L'azienda sta attraversando una fase di forte sviluppo: presente in 50 Paesi, 500 clienti in tutto il mondo. Oltre alla sede di Sesto al Reghena conta quattro filiali all'estero: Usa, Sud America, Australia e Slovenia. Complessivamente conta 310 addetti, 244 dei quali nelle sedi friul-venete.

«Una vocazione tecnologica - ha aggiunto Sandro Marcorin, giovane imprenditore di terza generazione, nipote del fondatore della società - che si sposerà sempre di più con la vocazione tecnologica. Abbiamo in campo nuovi progetti che riguardano la conquista di nuove importanti fette di mercato nei Paesi dell'Est, in particolare Russia, Romania e Bulgaria». E prima della "sbarco" in Borsa, la Bpt è arrivata in India dove ha realizzato gli impianti in 160 case "intelligenti".

Davide Lisetto