Concordato Stylfil, l'esame del Fisco

In stallo la procedura per la salvezza dell’azienda di Sesto al Reghena. Chiesto uno "sconto" sui crediti. I dubbi dell’Erario- Dal Gazzettino

(d.l.)- Sembra trovare alcuni ostacoli la procedura del concordato preventivo volta a salvare la Stylfil, azienda tessile di Sesto al Reghena che ha - di fatto - interrotto la produzione da quasi due mesi. Le difficoltà starebbero nei tempi necessari ad avere delle risposte dai creditori della società. E anche per questo che è stata posticipata (al prossimo 7 marzo) la convocazione dell'assemblea dei creditori chiamata a esprimersi sull'istanza di concordato preventivo avanzata dall'impresa ai giudici del tribunale di Pordenone. L'allungarsi dei tempi - come ha più volte ripetuto il sindacato dei lavoratori tessili - rischia però di compromettere la ripartenza delle linee produttive. Una produzione (quella della filatura attuata nella fabbrica di Sesto ) fortemente legata alla stagionalità della domanda e dei mercati. Una stagionalità che solitamente fa crescere gli ordinativi proprio all'inizio della primavera, a cominciare dal mese di marzo.
Ma torniamo al tema dei creditori e del rallentamento nella procedura concorsuale. Il commissario Giuliano Bianco, nominato dal tribunale pordenonese, ha avanzato delle richieste ai creditori "privilegiati" per consentire di fare i passi avanti necessari al concordato e ottenere l'omologa e quindi procedere con il contratto d'affitto d'azienda e l'eventuale ripresa della produzione. Tre sono i creditori principali: l'Inps (per quanto concerne le spettanze dei dipendenti), una banca (nella veste di creditore ipotecario) e l'Erario (per quanto riguarda la mancata riscossione di Iva e altre imposte).

Mentre per i primi due creditori, Inps e istituto di credito, non pare ci siano particolari contrarietà a dare il "via libera" al concordato, sull'Erario potrebbe spuntare qualche ostacolo. Al Fisco - nella fattispecie alla Direzione generale delle Entrate di Trieste - sarebbe stato chiesto un sostanzioso "sconto" sulla cifra (circa tre milioni di euro, in quanto si fa riferimento a un periodo piuttosto lungo che comprende gli ultimi anni) che l'impresa dovrebbe versare alla casse dell'Erario. La Direzione generale regionale si è riservata e sta esaminando il caso. Una risposta dovrebbe comunque arrivare prima del prossimo 7 marzo, cioé prima dell'assemblea dei creditori. È in particolare da questa risposta che dipende il futuro dell'azienda e la possibilità di procedere nel concordato e quindi nelle fasi successive del previsto rilancio aziendale.

Nel frattempo - nonostante il rischio dell'allungamento dei tempi - è stato confermato l'interesse di un pool di imprese emiliane intenzionate ad acquisire la Stylfil di Sesto . Le società che già da tempo avevano messo gli occhi sulla filatura (avendo avuto rapporti di lavoro negli anni scorsi) apparterrebbero al distretto del tessile di Carpi, in provincia di Modena. E sarebbero fortemente interessate all'acquisizione poiché così riuscirebbero ad ampliare la gamma delle lavorazioni che già eseguono. L'obiettivo resta dunque quello di procedere al contratto d'affitto d'azienda entro il mese di marzo. Fisco permettendo, ovviamente.