| Elettrodotto, stop dei sindaci veneti Gaiarine, Orsago e Cordignano chiedono di bloccare l’istruttoria per l’ottenimento della Valutazione d’impatto ambientale «La Via rilasciata dalla Regione Friuli crea un vincolo inaccettabile sul nostro tracciato» Dal Gazzettino
Si infiamma la questione del tracciato dell'elettrodotto Sesto al Reghena-Cordignano, dopo la riunione di ieri al termine della quale i tre Comuni veneti interessati al percorso - Gaiarine, Orsago e Cordignano - hanno stabilito di «opporsi con forza alla procedura seguita per l'ottenimento della Valutazione di impatto ambientale da parte della Regione Veneto e chiesto l'annullamento della stessa per completa mancanza di una visione unitaria dell'opera progettata». Una presa di posizione che chiama direttamente in causa la Regione Friuli, "colpevole" di avere di fatto dato il via libera a un tracciato per la contestata linea elettrica da 132mila volt che vincola pesantemente le decisioni dei comuni veneti: «Al Veneto viene infatti chiesta - spiegano dunque i tre sindaci Loris Sonego, Giancarlo Mion e Roberto Campagna - una valutazione su un tratto obbligato ricadente nei nostri territori, quando il Friuli ha già dato il proprio benestare sul progetto, però solo fino al confine con la nostra Regione. Di fatto la proposta progettuale fissa, indipendentemente da qualsiasi concertazione preventiva, un punto di intersezione tra le due Regioni, creando un vincolo inaccettabile sull'ultimo tratto del progetto ricadente nei nostri Comuni». I tre sindaci chiedono quindi che sia immediatamente sospesa la fase istruttoria per l'ottenimento della Via da parte della Regione Veneto e la revisione di quella rilasciata dalla Regione Friuli. Una richiesta appoggiata anche dai rappresentanti delle associazioni degli agricoltori del territorio trevigiano che hanno preso parte alla riunione di ieri e da Lorenzo Battiston, portavoce dei comitati cittadini contro l'elettrodotto di Pasiano, Chions Brugnera e Sesto al Reghena: «La soluzione migliore a questo punto - commenta quest'ultimo - sarebbe che la Regione Friuli recepisca questa richiesta e blocchi il progetto, in modo da poterne realizzare uno unitario, concordato con gli altri Comuni interessati».
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