Stylfil chiude

Ieri l’ultimo giorno di attività per l’azienda tessile dichiarata fallita nei giorni scorsi. Rimane aperta la speranza di una possibile acquisizione - Dal Gazzettino

La Stylfil, l'azienda tessile di Sesto al Reghena che è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Pordenone nei giorni scorsi, ieri ha chiuso i battenti. Anche gli ultimi addetti che avevano proseguito nelle loro attività di manutenzione, di messa in sicurezza degli impianti e di amministrazione hanno chiuso il loro rapporto di lavoro con la società.

Il curatore fallimentare Giuliano Bianco - in accordo con il sindacato - ha chiesto una proroga di alcuni giorni solo per un dipendente: negli uffici dell'azienda un'impiegata rimarrà al lavoro per concludere gli ultimi iter amministrativi e burocratici. Poi sulla Stylfil calerà il sipario. Almeno fino a quando non si concretizzerà la possibilità di procedere con un contratto di affitto d'azienda o con l'acquisizione del sito produttivo. Su questo versante resta ancora aperta la possibilità di una vendita dello stabilimento: pare che fino a questo momento l'interesse di un imprenditore del distretto della maglieria del modenese non sia venuto meno. È chiaro che la sentenza di fallimento ha aperto un nuovo scenario con il quale l'imprese potenzialmente acquirente dovrà confrontarsi. Ma l'auspicio della famiglia proprietaria e degli addetti è quello che possa esserci una ripresa dell'attività.

«Noi - dice Nicoletta Battisacco, una delle operaie in mobilità dopo oltre 17 anni di lavoro alla Stylfil - ovviamente lo speriamo tutti. Sui circa ottanta dipendenti senza lavoro, oltre cinquanta siamo donne. E si sa, per le donne trovare una nuova occupazione è molto più difficile. Pochissime delle mie colleghe - aggiunge l'ex dipendente che era anche delegata sindacale Cisl - sono riuscite ad avere dei contratti. E quando questo è avvenuto è stato per contratti a termine: quindici giorni, un mese o tre mesi al massimo. Niente di più stabile. È triste, quando sente le mie colleghe al telefono raccolgo solo disperazione. Molte sono le mamme di famiglia, donne che spesso vivono anche da sole». Pensa che possa esserci una ripartenza produttiva? «Si parlava di aprile, ma qui mi pare che la situazione si stia facendo sempre più difficile».

d.l.