Nuova sede per la Confraternita della vite e del vino

I vertici dei rispettivi enti hanno siglato l'importante accordo che aggiunge un tassello al ruolo di Sesto come motore della valorizzazione territoriale attraverso le tipicità.

Giuseppe Sigalotti, primo cittadino di Sesto al Reghena, e Francesco Pascale, Gran Maestro della Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia, hanno siglato la convenzione con la quale l’amministrazione comunale ha concesso in comodato al sodalizio l’immobile annesso alla Torre che unisce via Roma a piazza Aquileia, nel cuore della cittadina dell’abbazia. 

Nello storico edificio, fatto oggetto di un recente intervento di  restauro e di valorizzazione, che ha permesso  di recuperare uno degli scorci più conosciuti di Sesto al Reghena, la Confraternita fisserà la propria sede, nella quale intende raggiungere alcuni ambiziosi obiettivi. Li illustra il Gran Maestro Pascale: “Pensiamo anzitutto alla costituzione di un archivio viticolo ed enologico formato da documenti storici, tesi e tesine di studenti che frequentano la scuola di ogni ordine e grado, pubblicazioni varie e organizzato con criteri moderni di codifica, in formato digitale,  e consultabile anche a distanza, grazie  all’ apertura di un sito web col quale si espone tutto il materiale  di archivio alla libera  e globale consultazione”.

“E’ nostra intenzione, poi, istituire due premi annuali da attribuire uno alla migliore tesi di laurea di studenti che frequentano le università venete  o friulane  e l’altro al miglior lavoro redatto da studenti delle scuole enologiche  delle due regioni; per questo formeremo una commissione permanente per la valutazione dei lavori”. Grande la soddisfazione del sindaco Sigalotti:

“Abbiamo onorato un impegno al quale teniamo in modo particolare, su un’idea dell’allora vice sindaco Romano Baita: con oggi si aggiunge un tassello molto significativo nella nostra opera di conoscenza e valorizzazione del territorio di Sesto, attraverso le sue tipicità; il vino è sicuramente una di queste, e come dimostrato da altre parti della nostra regione, può diventare motore di sviluppo per l’economia locale e per la cultura”.