Ramuscello: La torre campanaria in cima entro fine anno

Sarà alta 19 metri. Dal Gazzettino

Entro fine anno saranno terminati i lavori di realizzazione della torre campanaria di Ramuscello. La ditta locale "Odorico, Giro, Sovran, Fiorido", che si è aggiudicata l'appalto, è alle prese con la costruzione dell'ultima rampa di scale interna, dopodichè si procederà con l'innalzamento della struttura per ulteriori 3 metri (allo stato ne misura 16). Il completamento dell'opera prevede infine la realizzazione della cuspide, il rivestimento esterno in mattoni e la conseguente sistemazione della campana.

Terminati nel 1935 i lavori di costruzione della chiesa di Santa Maria della Salute, c'era stato subito l'intento comune di procedere al la realizzazione di un campanile. Abbandonato il progetto per problemi di natura varia, l'idea era stata ripresa nel 2005 quando le donne della sezione Aifa di Ramuscello hanno cominciato a far sentire la loro voce. È a quel punto che si è formato un comitato pro campanile, capeggiato dai ramuscellesi Mario Ellero e Sergio Steffanon. «Con grande entusiasmo - spiega Ellero - avevamo addirittura pensato di autofinanziare l'opera, grazie anche alla disponibilità di un gran numero di persone che erano disposte a lavorare in economia. Capite però le difficoltà, ne abbiamo discusso con il consigliere regionale Daniele Gerolin, il quale ha appoggiato fin da subito la nostra iniziativa. È soprattutto grazie a lui se la Regione erogherà un contributo di 28 mila euro annui per 20 anni. Alla realizzazione del nostro "sogno" hanno collaborato anche la Fondazione Crup, la Bcc, il comune di Sesto al Reghena e i ramuscellesi emigranti in Canada. Ora si attende una risposta concreta anche da parte dei cittadini, che hanno sempre desiderato quest'opera». Trovata anche la disponibilità in don Rosario Gozzo, parroco di Ramuscello, la palla è passata al vescovo di Pordenone, Ovidio Poletto che ha espresso immediatamente il suo placet.

All'inaugurazione del cantiere, avviato lo scorso gennaio, erano presenti tutte quelle persone che hanno seguito da vicino l'evolversi della complessa vicenda: dal vicario generale della diocesi di Pordenone e Concordia, monsignor Basilio Danelon al sindaco di Sesto al Reghena , Giuseppe Sigalotti.