Il rilievo digitale dell'Urna di Santa Anastasia

Continua la valorizzazione delle origini longobarde dell'Abbazia di Santa Maria.

Nell’ambito della candidatura a patrimonio dell’umanità dell’UNESCO “Italia Langobardorum – Centri di potere di culto (568-774)” che riguarda in particolare alcuni beni di Cividale del Friuli, anche Sesto al Reghena gioca un ruolo da protagonista. Tra le azioni del progetto, che estende il proprio interesse alla valorizzazione delle tracce della cultura longobarda anche al territorio del ducato friulano, vi è anche l’ampliamento delle conoscenze, della valorizzazione e della divulgazione di uno dei manufatti scultorei più importanti della tarda età longobarda: l’Urna di Sant’Anastasia, risalente all’VIII secolo,  custodita tra i tesori che abbelliscono la Cripta all’interno della Basilica sestense.

Arte e scienza ancora una volta alleate: grazie a potentissimi ed avanzatissimi scanner, i tecnici della Virtualgeo di Sacile, oramai conosciuti a livello nazionale, hanno proceduto al rilievo digitale del manufatto, per ottenerne un modello tridimensionale da mettere a disposizione del coordinatore scientifico del progetto, Luca Villa, così da consentirgli di avanzare nuove ipotesi sulla sua originaria destinazione all’interno dell’Abbazia. 

 Per la prima volta sono state utilizzate in ambito artistico ed archeologico  apparecchiature di nuova generazione, in grado da fornire immagini ancora più definite ed aiutare il lavoro degli studiosi.

L’amministrazione comunale di Sesto al Reghena continua così nella sua opera di valorizzazione del patrimonio storico ed artistico che trova il proprio fulcro nell’Abbazia di Santa Maria, dopo aver dato vita, lo scorso anno, ad un convegno di studi sulle origine longobarde ed in vista della realizzazione di un nuovo volume di studi sul cenobio in epoca moderna, a cura di Andrea Tilatti.

Grande la soddisfazione del sindaco di Sesto al Reghena, Giuseppe Sigalotti, e del suo Vice, nonchè assessore alla cultura, Diego Peressutti, per il quale "abbiamo inaugurato un nuovo filone di studi, dove la tecnica si mette a disposizione dell'arte per valorizzare quell'inestimabile tesoro che è rappresentato dall'Abbazia di Santa Maria di Sesto".