| Al via gli studi su Santa Maria in epoca moderna Rilancio in grande stile delle ricerce storiche su prezioso cenobio sestense.
 Nuova linfa agli studi sulla storia dell’abbazia di Santa Maria di Sesto: questo l’effetto dell’avvio di un progetto di ricerca fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Sesto al Reghena, che ha trovato il sostegno finanziario della Fondazione della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e dell’amministrazione provinciale della Destra Tagliamento. Dopo aver realizzato due monumentali volumi sulla storia e sull’arte di Santa Maria sino al 1400, pubblicati nel 1998 e nel 2001, l’amministrazione comunale – in particolare l’assessore alla cultura, Diego Peressutti – si è impegnata a reperire nuove risorse per ampliare e completare la ricerca, estendendola fino a tutto il 1700, attingendo ad un ricco patrimonio di documenti – diviso tra gli archivi Sesto, Pordenone, Udine, Treviso e Venezia - ancora tutto da esplorare. Per fare questo, il comune ha costituito un comitato di studi - del quale fanno parte Furio Bianco e Claudio Lorenzini, dell’ateneo udinese, che verrà coordinato dal professor Andrea Tilatti - che ha elaborato il piano dell’opera. Tra i contributi che convergeranno a formare il nuovo volume, quelli di Giuseppe Trebbi, sull’inquadramento politico istituzionale dell’abbazia dopo il 1420; di Flavio Rurale, sull’organizzazione ecclesiastica del territorio; di Michela Catto, in tema di devozione e vita pastorale in età controriformistica; di Furio Bianco in materia di economia agricola, produzione ed aspetti economici, e di Alex Cittadella, che indaga il secolo dei Lumi. Tra le altre voci, quella di Claudio Lorenzini sul sistema delle comunicazioni tra il Friuli e le province venete e dei rapporti con le comunità soggette e quella di Giuliano Veronese sulle pratiche della giustizia e delle ufficialità. GianPaolo Gri e Nadia Boz si dedicheranno ai giacimenti delle tradizioni popolari e alle caratterizzazioni della vita quotidiana. Il coordinatore, Andrea Tilatti, si occuperà infine dello sviluppo del borgo di Sesto e la dialettica con gli abati e l’Abbazia tra il ‘300 e il ‘500. “Si tratta di un’opera di grande respiro storico – sottolineano gli amministratori Giuseppe Sigalotti e Diego Peressutti – che vuole ridare slancio agli studi su Sesto”. “Abbiamo raccolto i massimi esperti che oggi sono a disposizione per confezionare, nel giro di due anni, un lavoro di altissimo profilo scientifico, da scriversi però con un linguaggio che ne assicuri la divulgazione e la fruizione anche dai non specialisti”. “Inizia dunque una nuova avventura culturale – concludono sindaco e assessore – che realizzeremo in parte con risorse proprie, ma soprattutto con il contributo determinante di Fondazione CRUP e della Provincia di Pordenone, cui vanno i nostri sinceri ringraziamenti”.
|