Parco fotovoltaico: il Consiglio Comunale ha detto si

La convenzione riserva gratuitamente all'amministrazione comunale 3 nuovi impianti in altrettante sedi scolastiche nel Capoluogo e nelle frazioni. Benefici per oltre 20 mila euro all'anno.

Il consiglio comunale della cittadina dell’Abbazia ha approvato la variante urbanistica che consente di realizzare un parco fotovoltaico di 22 ettari nella zona agricola posta a nord-est di Ramuscello. Tra le principali novità della convenzione conclusa tra l’amministrazione comunale e la Solar Tre, società specializzata nel settore delle energie rinnovabili, vi è l’impegno da parte di quest’ultima a realizzare e a cedere a titolo gratuito al comune tre impianti fotovoltaici. L’amministrazione è riuscita, dopo una trattativa lunga ed articolata, ad ottenere la piena autosufficienza energetica della scuola primaria del Capoluogo, della scuola dell’infanzia di Ramuscello e della nuova scuola primaria di Bagnarola, attualmente in fase di costruzione.

“Sommando gli incentivi statali con i ricavi dei tre impianti ed i relativi risparmi sulla bolletta – fanno notare il sindaco Chiarot ed il suo vice, Marcello Del Zotto, assessore alle fonti rinnovabili - ogni anno l’amministrazione comunale, senza spendere un centesimo, porta a casa un controvalore di quasi 22 mila euro: in vent’anni sono quasi 500 mila euro, ai quali va aggiunta anche l’ICI”. “Al di là di questi aspetti economici, senz’altro rilevanti – aggiunge Del Zotto – è importante la scelta di campo che abbiamo compiuto credendo a questo progetto: vogliamo connotarci come un’amministrazione che bada, con fatti concreti, all’ambiente e alla promozione delle energie rinnovabili”. “Per questo l’impianto sarà accessibile anche a visite guidate, soprattutto da parte delle scolaresche, ed il nostro sito ospiterà tutto il materiale informativo necessario a fare della buona educazione ambientale”. L’accordo prevede inoltre che, prima della posa dei pannelli del campo fotovoltaico, vengano realizzate delle barriere a verde, larghe 10 metri, che isoleranno il parco e ne mitigheranno l’impatto paesaggistico, considerato anche  che i pannelli hanno uno sviluppo in altezza molto limitato.  L’amministrazione si è anche preoccupata di  pensare al dopo, quando l’impianto avrà cessato di funzionare: “in convenzione – conclude Del Zotto – la ditta si obbliga allo smantellamento dell’impianto ed al ripristino integrale dei luoghi, oltre  a sottoscrivere delle garanzie  - monetarie e tecniche -  che tutelano il comune da eventuali problemi”.