| Vaccinazioni, si parte subito con i bambini Riprendiamo dal Gazzettino un'importante notizia di pubblica utilità
Dopo l’incontro che si è tenuto l’altro giorno a Trieste sono cambiate le priorità per le vaccinazioni. Dal nove di novembre, infatti, partiranno i bambini dai sei mesi a 17 anni. Una decisione persa dopo che le statistiche hanno evidenziato che proprio tra i giovani ci sono i rischi principali. «Chi vorrà fare il vaccino - ha spiegato Emanuela Zamparo, responsabile del Dipartimento di emergenza Ass 6 - dovrà però prenotarsi. Insieme a questa fascia di età sarà vaccinato anche il personale medico e infermieristico delle strutture ospedaliere e territoriali». Sarà poi la volta della fascia di età da 17 a meno di 65 anni con patologie. Tutte le vaccinanzioni si faranno nei Distretti.
TRIESTE - È di circa 32mila persone il target della prima tornata di vaccinazioni contro l’influenza A che saranno eseguite a partire dai prossimi giorni (a Udine e Trieste da oggi e in ogni caso entro lunedì) negli ospedali per il personale sanitario e nei Distretti e Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie per donne incinte al secondo o terzo trimestre ne bambini a rischio. La prima platea. La Regione, che ha già nel cassetto 29.750 dosi di vaccino e che sta per riceverne altre 22mila dalla Novartis, prevede una prima "platea" di cittadini formata da 20mila dipendenti del Servizio sanitario regionale, altri 5mila fra medici di famiglia e persone impegnate in strutture sanitarie convenzionate con il servizio pubblico, nonché circa 6mila donne in stato di gravidanza avanzata e 1.300 bambini e ragazzi con patologie croniche a rischio di età compresa fra i 6 mesi e i 17 anni. La missione. Sebbene le perplessità di molti sul vaccino siano state fugate da ufficiali rassicurazioni anche negli ultimissimi giorni, permane una certa riluttanza fra i medici e nella popolazione generale. La missione minima del Servizio sanitario è di immunizzare almeno il 40 per cento del "target", in questa prima tornata dunque almeno 12mila persone. Donne riluttanti. Di particolare delicatezza la situazione delle donne in gravidanza, che tradizionalmente vengono consigliate di sottoporsi al vaccino contro l’influenza stagionale e che negli anni scorsi hanno tuttavia risposto in misura esigua a tale chiamata. La Regione ha fiducia che stavolta, di fronte all’anomalia del virus H1N1, la risposta sia diversa e migliore. Migliaia di casi. Il quadro pandemico in Friuli Venezia Giulia permane a livelli di emergenza inferiori rispetto ad altre aree del Paese in quanto minori, per numero e quantità di persone, sono le aggregazioni umane rispetto a realtà come le metropoli. A preoccupare sono soprattutto le aule di scuola, sebbene al momento la Direzione scolastica regionale non segnali alcun caso di contagio diffuso. Sebbene non esista una casistica delle diagnosi influenzali, è credibile una valutazione di alcune migliaia di casi in atto o già avvenuti in Friuli Venezia Giulia. Virus scaccia virus. Era già avvenuto nel 1918 con la spagnola e successivamente con la asiatica. Il virus più nuovo e più forte, in questo caso l’H1N1, scaccia quello dell’influenza stagionale: la Regione conferma che il maggior numero di casi di sindrome influenzale riguarda il virus H1N1, soprattutto per i più giovani e per la popolazione adulta. Invece restano "predominio" dell’influenza di stagione i più anziani, che non a caso vanno sottoposti dopo i 65 anni al vaccino "tradizionale" come sta già avvenendo in tutto il Friuli Venezia Giulia ad opera soprattutto dei medici di famiglia.
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